Quando le piattaforme trading decidono di chiudere la posizione

Parliamo di piattaforme trading molto famose. I dubbi delle autorità britanniche in passato hanno riguardato il fatto che non viene richiesto un controllo sui documenti del cliente al momento dell’iscrizione e dell’effettuazione di un versamento ma solamente al momento del ritiro di contanti. Quindi, non all’avvio delle operazioni ma successivamente. La particolarità di alcune di loro è che chiunque può aprire un conto e ricevere subito un bonus senza l’obbligo di effettuare un versamento iniziale. Basta solo confermare un proprio numero di cellulare, digitando il codice che si riceve via sms. Ora si avrà accesso a centinaia di strumenti di investimento: azioni, indici, materie prime, forex.
Il dubbio: se io perdo i 25 euro e vado in passivo sarò costretto a pagare di tasca? La risposta è no. verrete sollecitati a integrare il conto con un versamento, ma se non lo fate a un certo punto, pur con un passivo ben più alto dei 25 euro iniziali, saranno loro a decidere di chiudertelo. E nulla sarà dovuto!
Ma questo non vale solo per i 25 euro di bonus ma per qualsiasi importo abbiate versato: non potrete perdere oltre quanto depositato! Nel contratto che il cliente deve leggere in quanto approva al momento dell’iscrizione vi è scritto che non appena sul proprio conto l’equity diventi insufficiente per coprire il margine richiesto associato alla posizione aperta, allora la società di trading si riserva il diritto, ma non l’obbligo, di chiudere alcune o tutte le posizioni di apertura. Per esperienza posso dirvi che è proprio questo quello che accade. Ecco perchè è sempre meglio versare piccole cifre (il versamento minimo è 100 euro) e quando si arriva a pochi euro non provare neanche a chiudere la posizione ma semmai lasciarla aperta: o recuperate (e da lì iniziate magari a guadagnare bene) o la società trading a un certo punto ve la chiuderà. Ma voi non rischiate oltre.

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