Risparmio: i consigli molto interessati!

Ormai nell’epoca del Conto Arancio, i risparmiatori possono trovare facilmente e senza intermediari un modo efficiente e remunerativo per la gestione della propria liquidità. Ma non è stato sempre così.I risparmiatori per molto tempo non hanno percepito che l’operatore bancario e il promotore finanziario avevano un catalogo di vendita e collocavano prodotti delle società per cui lavoravano. Gli ordini dall’alto spingevano (e spingono ancora oggi) al collocamento di strumenti molto redditizi: unit linked, index linked, gestioni patrimoniali in fondi (Gpf), polizze più svariate dal rendimento assicurato ma dai costi impossibili.

Classifica Conti Corrrenti

Ecco le migliori soluzioni nel mercato

Lo strumento principe del risparmio gestito, il fondo comune d’investimento di tipo azionario, nei primi tempi aveva costi d’ingresso nell’ordine del 5%. Il piano di accumulo sugli stessi fondi (con versamenti periodici) anche il 30% del primo versamento. Al promotore finanziario veniva retrocessa circa la metà o più delle commissioni d’entrata e, successivamente, una percentuale sulla commissione pagata dal cliente sulla gestione dell’investimento (intorno al 2% annuo).Secondo voi il promotore che incentivo aveva a fare un lavoro da consulente indipendente e consigliare obbligazioni o titoli (che generano commissioni prossime allo zero)? La risposta è chiara.La realtà è dunque questa. I premi di produzione stratosferici e gli incentivi al raggiungimento del budget hanno convinto la rete di operatori finanziari ad aumentare l’aggressività sul mercato e i risultati si sono visti.Oggi le cose non sono cambiate del tutto, ma i danni provocati da una finanza aggressiva sono sotto gli occhi di tutti e vi è una maggiore consapevolezza del risparmiatore.I costi del risparmio gestito sono calati. Per i fondi comuni, non vi è ormai commissione di sottoscrizione, ma solo la commissione di gestione; e anche i piani di accumulo costano meno.Vi è una più sana concorrenza e si affacciano all’orizzonte i consulenti finanziari indipendenti non legati da vincolo o legame con banche e società di intermediazione. Pagati a parcella (come un avvocato o un commercialista), unicamente per i loro consigli.Grazie ai loro uffici studi e al lavoro che svolgono le associazioni dei consumatori (es. Adusbef) si scoprono le magagne di molte offerte bancarie. Mi ricordo, ad esempio, i numerosi casi di Polizze unit linked proposte da Banche e Poste italiane il cui meccanismo di calcolo del rendimento si è dimostrato (grazie alle simulazioni fatte) essere all’80-90% molto meno conveniente dell’investimenti in un tranquillo titolo di stato, più sicuro e sempre smobilizzabile (le unit linked solitamente hanno una durata di circa 5 anni e difficilmente liquidabili).In questo modo sono stati svelati i costi occulti dei prodotti collocati nel mercato. Le banche, scottate, danno oggi informazioni più chiare e tolgono i costi di estinzione dei conti correnti aprendosi al mercato.Esistono le banche on line (vedi la nostra classifica), più economiche, dove, chi può, si informa, legge i prospetti e le modalità e decide in autonomia senza il fiatone dell’operatore bancario.In definitiva, è ormai chiaro che banca e promotore finanziario, pur ricercando spesso una maggiore professionalità e affidabilità, sono dei meri venditori di strumenti finanziari.

Saremmo felici di avere la tua opinione

Lascia un tuo commento