“La Vedova” di Fiona Barton: storia intricata e avvincente

La vedova al centro della storia è Jean, la moglie devota, tra i trenta e i quaranta, né bella né brutta, moglie di un uomo a cui si è affidata totalmente e che ora che lui è morto si ritrova a doverlo difendere dall’accusa di essere un assassino. Glen Taylor, accusato di un delitto terribile e della sparizione di una bambina di tre anni, dopo l’assoluzione per mancanza di prove muore ucciso da un autobus in corsa. Con la sua morte, la scomparsa della bambina diventa un caso irrisolto. Per tutti è stato lui a farla sparire. Ma era davvero colpevole? Oppure innocente? E sua moglie è stata sua complice? Sua moglie appunto, l’unica che forse ha le risposte, è il centro della matassa.

La Vedova

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L’intricata trama del libro è senz’altro avvincente e non stupisce che sia il bestseller di quest’estate, ma ciò che è particolarmente interessante è la caratterizzazione del personaggio di Jean che si svela attraverso il rapporto di antitesi con Kate, un’ irriducibile cronista in cerca di scoop, che saprà insinuarsi nella sua vita sino quasi a diventarne amica: Jean lentamente cambia, si evolve, e da ingenua marionetta in balia del marito, e sotto un’opprimente attenzione mediatica,sino ad ottenere, con mossa delicata e inattesa la sua piccola vendetta che la rende finalmente libera, finalmente, da una lunga dipendenza. Il libro è scritto bene, la trama è coinvolgente al punto giusto, ma certo non impegnativa, si presta perfettamente alla lettura sotto l’ombrellone e comunque rispecchia perfettamente la recente tendenza dell’editoria anglosassone (vedi “La ragazza del treno”) di creare avvincenti trame noir che hanno le donne come protagoniste e che attraverso l’io narrante esprimono una personalità ambigua, sono tormentate, né appaiono mai del tutto sincere e il loro rapporto con gli uomini è alquanto contraddittorio. Il libro è destinato a ben 32 paesi ed è già prevista la versione cinematografica.

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