E’ certo: abusiamo di smartphone (solo i giapponesi peggio di noi)

Lo smartphone è diventato il vero compagno di vita per gli italiani: ne sono stati venduti 15 milioni nell’ultimo anno (+16%), tanto che oramai fa parte del menù della colazione, insieme a cappuccino e brioche. Ce lo dice l’ultimo rapporto Coop 2016 (col supporto di Nielsen).Nell’uso/abuso di cellulare smart surclassiamo tutti gli altri in Europa e veniamo superati di poco solo dai giapponesi (per 2 minuti nell’accensione alla mattina). Due italiani su tre (il 70%) consulta lo smartphone entro 22 minuti da quando si sveglia. Altrettanti lo fanno nei trenta minuti prima di andare a dormire, mentre il 63%, (contro una media europea del 55%), controlla i social network e le app di messaggistica prima di addormentarsi. E il 68% lo controlla anche se non ha ricevuto una notifica.Insomma, non ci vogliamo davvero staccare dal cellulare. Usiamo questo prezioso compagno di vita anche quando incontriamo gli amici al bar (il 74%), mentre guardiamo la tv (il 69%), durante un pranzo o una cena al ristorante (il 60%), durante le riunioni di lavoro (il 42%), passeggiando (il 35%) e pure guidando (il 20%).La versatilità dello smartphone e la capacità di custodire in pochi centimetri tutta la nostra quotidianità attira noi italiani. Non vi è più un problema di connessione ad internet in mobilità, tutti possiedono una tariffa con sufficienti gigabyte di traffico per navigare e ciò ha permesso di sostituire pc e tablet, sopratutto per alcune funzioni: il 60% per scattare foto (52% per gli europei), il 38% per i social network (27% per gli europei), il 35% per leggere le news ( il 27% per gli europei), il 32% per le ricariche online (23% per gli europei), il 28% per guardare video (17% per gli europei), il 16% per le chiamate voip (10% per gli europei).Una società che vede in uno smartphone l’oggetto più “democratico” della vita concreta. Ce l’hanno persone di ogni età; anzi, la propensione ad acquistare uno smartphone è maggiormente in crescita proprio tra le generazioni più mature, quelle che vogliono chiudere il “gap” di dotazione tecnologica con i giovanissimi, facendo le stesse cose: telefonare, scattare fotografie, scrivere e-mail e messaggi, leggere news, giocare e passare il tempo…

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